07/07/2005
Caramelle in vacanza
E con questo sono 200 interventi in questo blog che aprii un po' per curiosità, un po' perchè avevo delle cose da dire e di posti dove dire le cose che avevo da dire non è che in giro ce ne fossero molti. I siti di scrittura mi stavano annoiando (ora anche di più), i forum sono un campo di battaglia, i newsgroup roba per pervertiti, per non parlare delle chat che mi sono sempre rifiutato categoricamente di frequentare. Così non restava che il blog e, facendomi coraggio, iniziai l'avventura. In 200 interventi ho detto un sacco di cose, parlato di me, di voi, di letteratura, di musica. Tutto quello che mi veniva in mente l'ho detto, senza riserve nè censure. Solo per il puro piacere di farlo. Quando poi ho scoperto che altri condividevano quello che avevo da dire allora ho preso forza e ho iniziato ad alimentare questa specie di diario con tutta una serie di informazioni. Sulla strada tanti sono i personaggi che ho incontrato virtualmente, con alcuni di loro ho deciso di costruire una casa nella quale andare ad abitare per un po'. Non so quanto durerà questo po' ma per il momento a me va di scrivere qui:
La Malaparata, in questa specie di blog in Multiproprietà. Caramelle a mente non va in pensione, si ferma soltanto, mette le pantofole e si guarda un bel film alla tv.
E poi l'annuncio non potevo che darlo oggi. Una specie di anniversario, con A. ci si sopporta esattamente da un anno. Ed è una piacevole sopportazione.
Ci si vede di là, vi aspetto.
27/06/2005
La Malaparata
La cosa mi balenava da un po'. L'idea di costruire una casa comune, una specie di rifugio per specie protette dove poter scrivere in una sorta di multiproprietà di pensiero. Con queste premesse io, Bianca e Lapo abbiamo pensato di costruirci una specie di blog diverso dai nostri ma tutto sommato con tante cose in comune. Non abbiamo pattuito quasi niente, nemmeno ci conosciamo se non attraverso quello che scriviamo sui nostri blog ma le affinità sono decisamente molte. Avremo tempo e modo per organizzarci nel frattempo mi premeva solo comunicarvi che abbiamo ufficialmente aperto:
oggi come sottotitolo mi veniva in mente:
"Prove tecniche di convivenza resistenza"
Vi aspettiamo anche di là.
22/06/2005
Body Sushi

Annoverandomi di diritto tra le persone curiose e soprattutto aperto alle nuove tendenze, comprese quelle alimentari, trovo naturale e aggiungo anche piacevole provare la cucina Giapponese. Oramai non è più una novità, soprattutto nelle grandi città, trovare posti che propongono cucina Giapponese. Per farla in breve Sushi, Sashimi, Tempura non sono più una moda ma una salutare alternativa al cibo quotidiano. Occorre dire che la preparazione di questi cibi richiede tempo e cura oltre che una minuziosa scelta delle materie prime con le quali preparare i piatti. E' un po' questo il motivo che fa lievitare i prezzi del mangiare made in Japan. A Roma c'è un posto dove con prezzi molto ragionevoli è possibile degustare quasi tutti i piatti della cucina Giapponese. Qualche giorno fa ci ho portato A. e anche una coppia di amici che non avevano mai assaggiato pesce crudo e affini. A. non si entusiasma più di tanto e opta per un italianissimo o quasi trancio di salmone alla griglia e così anche Rossella. Io e Pierluigi, invece, iniziamo a provare il Sushi, il Sashimi e il Tempura il tutto ovviamente condito con Wasabi e riso in bianco da usare come pane. 16 euro a capoccia mi sembrano ragionevoli considerato anche che abbiamo mangiato in maniera abbondante. Stanno già nascendo delle varianti che ancora in Italia non sono arrivate ma presto, mi sa, le vedremo anche qui. Si tratta del Body Sushi che consiste in piatti della cucina giapponese serviti direttamente sulla pelle di giovani giapponesine. Pare che esista anche la versione al maschile. Un'idea per un originale addio al celibato o nubilato. O no?
21/06/2005
The Group

A contare le volte che ho visto Pat Metheny in concerto mi viene difficile. E il bello è che ogni volta l'ho visto in maniera diversa. Questo perchè Pat Metheny è uno dei pochi esempi viventi di artista versatile. Credo che nella sua vita abbia collaborato con tutti i più grandi musicisti e spesso da queste collaborazioni sono nati dei progetti molto validi. Occore però anche dire che alcune sue collaborazioni sono state un po' troppo generose, diciamo che non si è risparmiato. Ricordo un brutto concerto a Cava dei Tirreni (SA) con il nostro Pino Daniele che già nella sua fase conclamata di rincoglionimento pensò di aggiungere la voce ad alcune pietre miliari della produzione di Metheny, un obriobrio, ancora oggi faccio fatica ad accettare quell'esperimento azzardato. Poi l'ho visto in coppia con Charlie Haden, in trio in versione Jazz, in tutte le salse. Ma è con il suo "Pat Metheny Group" che secondo me lui esprime il massimo di sè. Ieri l'ennesima tappa al Foro Italico con un Metheny in grande spolvero e con lui la sua solita band supportata da qualche ingresso di grande livello. Suonare tre ore e non fermarsi mai, nemmeno a ricevere gli applausi del numeroso pubblico romano. The Way up è il suo nuovo album e ha una poarticolarità: 68 minuti di musica che sembrano una sola lunga canzone. Roba per palati fini.
14/06/2005
Oui, je suis le President
Li vedevo arrivare un po' alla volta, l'andatura incerta, alcuni si facevano accompagnare dai figli o da qualche amico. Nel seggio dove ho eletto domicilio per circa due giorni in qualità di Presidente c'era un'aria strana, quasi come se una cappa d'indifferenza fosse all'improvviso calata sulle teste di milioni di elettori. Il quartiere è uno di quelli venuti su dal niente. Se provi ad alzare gli occhi quello che vedi è un panorama di case basse disposte su due file in cima ad una salita. L'unica nota stonata è quel cubo di cemento alto non si sa quanto che sta a rappresentare una palazzina popolare costruita dalla fervida mente a delinquere di un urbanista che magari dalla vergogna si è suicidato in uno dei pilastri della costruzione. Soprattutto anziani e qualche giovane che davvero non sa dove sbattere la testa. Ma c'è del verde, dicono, si respira aria buona, ma di aria va a finire che non ci si sazia. Figuriamoci se in un quartiere del genere ci si può preoccupare di un referendum. E invece qualcuno è venuto, anziani soprattutto, e io non capivo perchè proprio loro che in fondo dalla modifica della legge 40 non avevano nulla da guadagnare. Una signora, dopo aver votato, mi ha detto che lei è venuta a votare non per lei (specifichiamo) ma per la nuora che non riesce a rimanere incinta. Mi ha precisato che il problema è della nuora perchè suo figlio è sano, ha fatto le analisi. Così mi dice di aver votato sì e un sì è qualcosa di antico. Le chiedo perchè e mi risponde che oggi le donne sono abituate a dire sempre no per cui è impossibile che vadano a votare e per di più esprimendo un sì. Tocca a noi anziani - mi ha detto - continuare a dire sì, tra le mura di casa e anche per un referendum. Sorrido anche se la considerazione mi sembra profonda. Mi dice che ho una faccia simpatica e mi saluta con un "A'madonna v'accumpagne!". Mi dice che è Napoletana e che a Roma non si trova molto bene ma oramai ci ha fatto l'abitudine. Prende la stampella che ha lasciato sul tavolo accanto al mazzo di schede intonse e lentamente se ne va in direzione del cubo grigio di cemento.
08/06/2005
Off topic per Sergio
Scusa se approfitto di questo spazio ma questa sera, facendo pulizie di primavera o meglio estate, mi sono accorto di aver sbadatamente cancellato la mail con le foto della premiazione a Paestum.
Potresti per favore reinoltrarmi la mail?
Grazie mille.
Aspetto tue nuove.
Ciao
06/06/2005
Quattro Sì, quattro paperelle ecc...
Ci siamo quasi, il prossimo week end saremo chiamati a scegliere su quattro quesiti referendari che hanno come oggetto la procreazione assistita e l'utilizzo di cellule embrionali per fini terapeutici. Dico subito come la penso: quattro convinti e decisi sì. Il motivo è strettamente legato alla parola credere. Che poi è anche la stessa motivazione che spinge gli altri a votare no. L'oggetto del credere è ovviamente diverso. Da una parte un qualcosa che ha a che fare con l'etica e la religione, dall'altra un qualcosa che riguarda il progresso e la scienza. Non credo siano due ragioni opposte anzi mi piace l'idea che possano coesistere in maniera civile cosa che la campagna mediatica non sta evidenziando. Grido tutto il mio disappunto per chi invita a non votare e quindi all'astensione. La trovo una cosa incivile come lavarsi la coscienza con una saponetta di Marsiglia. Trovo invece più coerente esprimere il proprio dissenso attraverso l'esercizio del voto.
